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Il 4 luglio gli Stati Uniti celebreranno i 250 anni dalla Dichiarazione d’indipendenza. A Philadelphia verrà sepolta l’America’s Time Capsule, un cilindro sigillato con dentro i primi due secoli e mezzo di storia americana, destinato a essere riaperto soltanto nel 2276. Contiene centinaia di oggetti: documenti ufficiali, poesie, fotografie, mappe e manifesti, ma anche un diamante dell’Arkansas, un frammento di stoffa del velivolo dei fratelli Wright, fiches dei casinò del Nevada, opere d’arte indigena, uno smartphone e una bottiglia della celebre bibita dall’etichetta rossa. Al progetto hanno partecipato anche gli esperti della Library of Congress, che hanno aggiunto una loro biblioteca in miniatura: un archivio digitale codificato nel DNA sintetico. Per certi versi, tutta l’operazione non è altro che un lavoro bibliografico in senso larghissimo: scegliere oggi ciò che dovrà raccontare un’epoca domani. Al contrario di una capsula, però, una biblioteca tiene la domanda sempre aperta, cercando di conservare non una sola immagine del passato ma tante testimonianze diverse, insieme alle tracce che permetteranno poi di verificarle, discuterle e magari metterle in discussione. Quando la capsula sarà riaperta, racconterà ciò che l’America del 2026 ha scelto di tramandare. Alle biblioteche resterà il compito di conservare anche ciò che è rimasto fuori. |
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Anche quest'anno, nel mese di agosto ci prenderemo qualche giorno per riposare e per portare avanti un po' di lavoro "dietro le quinte".
Le biblioteche di Figline e di Incisa saranno chiuse al pubblico dal 10 al 24 agosto compresi.
Fino ad allora e per il resto dell'estate (luglio compreso) l'orario di apertura rimane quello di sempre: lunedì 15-19, dal martedì al venerdì 9-19, sabato 9-13.
Tutti i prestiti in scadenza nel periodo di chiusura saranno automaticamente prolungati fino al momento della riapertura.
Ricorda che le biblioteche saranno chiuse anche lunedì 6 luglio per la festa del Patrono di Figline e Incisa Valdarno. |
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Per queste serate torride, niente è meglio di un brivido lungo la schiena. Ci pensa la regina del giallo, Agatha Christie, protagonista dell'edizione 2026 de Il Giardino di Alceste, la rassegna itinerante di letture sceniche che porta la pratica della lettura ad alta voce nei circoli, nelle frazioni e in luoghi insoliti del territorio. Sei appuntamenti per ripercorrere le opere più celebri della scrittrice inglese a cinquant'anni dalla sua scomparsa, tra misteri, delitti impossibili e brillanti investigatori.
Ed è ormai una piccola tradizione, Il Giardino di Alceste farà tappa anche alla Biblioteca Gilberto Rovai di Incisa, il 22 luglio, con brani tratti da La morte nel villaggio.
Le letture sono a cura di ES Teatro e sono interpretate da Roberta Di Bartolomeo, Francesco Giuliani e Rosario Campisi. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.
Ecco il programma completo 🕵️ |
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L’opera c’è. La musica leggera, il folk e il jazz ci sono. Ci sono il teatro, la poesia, il dramma, l’improvvisazione comica e il divertimento per bambine e bambini. E naturalmente il cinema, ancora più bello sotto il cielo stellato.
Arena Summer Fest, la rassegna estiva del Comune di Figline e Incisa Valdarno, torna all’Arena del Teatro comunale Garibaldi con un ricco calendario di spettacoli, incontri e occasioni di intrattenimento per tutte le età, fino al 1° settembre.
Per alcuni appuntamenti è previsto un biglietto d’ingresso a tariffa agevolata (5 euro l’intero e 3 euro il ridotto) mentre gli altri sono a ingresso gratuito. Il programma completo è disponibile qui. |
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Storie della nostra storia
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Ogni mese vi portiamo alla scoperta di un racconto, una curiosità o un episodio che pensiamo valga la pena conoscere, scegliendo tra i libri della nostra sezione locale. Il classico figlinese per eccellenza è ovviamente Marsilio Ficino, di cui è da poco uscita una nuova edizione del De Amore. |
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I classici continuano a parlarci attraverso i secoli. Quante volte ce lo siamo sentiti dire a scuola? Niente di più vero, certo. Ma il punto è: come fanno a parlarci? Ci vuole qualcuno che torni ai testi, li ricostruisca, li traduca nella nostra lingua e ci dia riferimenti facili da comprendere. È questa l'operazione compiuta nella nuova edizione di Sull’amore di Marsilio Ficino, pubblicata dalla Fondazione Lorenzo Valla. Non una semplice ristampa, ma la prima edizione latina dell'opera apparsa in Italia dal Cinquecento e la sua prima traduzione italiana moderna. Il volume è curato dallo studioso Stéphane Toussaint, con la collaborazione di Matteo Stefani e la traduzione di Ivanoe Privitera. Il testo latino è stato ricostruito a partire dall'edizione del 1491, quella rivista dallo stesso Ficino, e accompagnato da un'ampia introduzione e da un commento che ne chiariscono le fonti, il linguaggio e il contesto culturale. Il De amore è una libera rilettura del Simposio di Platone. A partire da alcuni momenti del dialogo, Ficino ricava una propria dottrina dell'eros: un sistema speculativo complesso in cui confluiscono il platonismo antico, il neoplatonismo di Plotino e Proclo, la tradizione aristotelica e scolastica, la riflessione cristiana medievale e le aspirazioni intellettuali dell'Umanesimo rinascimentale. L'amore diventa così il principio che collega tutti i livelli della realtà, dal mondo materiale a quello intelligibile, e il percorso dell’anima verso la bellezza si trasforma in un vero itinerario di conoscenza. Leggere il De amore significa attraversare secoli di filosofia, seguendo il modo in cui Ficino intreccia e rielabora tradizioni diverse per costruire una delle sintesi più influenti del Rinascimento europeo. Ecco come si fa, a restituire voce ai classici. |
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Una curiosità: per una felice coincidenza, proprio a questo libro è stato assegnato il numero d’inventario 50.000 della Biblioteca Marsilio Ficino ☺️ |
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Ricorda che puoi sempre controllare la disponibilità dei titoli anche sul catalogo online delle biblioteche |
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Consigli di lettura dalle nostre biblioteche |
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Guglielmo Petroni La morte del fiume
L’estate italiana è anche stagione di premi letterari. Scorrendo l’albo d’oro del più celebrato si incontrano i nomi di Pavese, Moravia, Morante, Eco, fino ai più recenti Veronesi, Piperno e Siti. Ma del Premio Strega Guglielmo Petroni non si ricorda quasi nessuno. Addirittura La morte nel fiume, il romanzo che gli valse la vittoria nel 1974, è da anni fuori catalogo. Ma è un libro che conserva intatto il suo respiro contemporaneo, per il modo in cui intreccia memoria autobiografica e storia collettiva. Sante Martelli rientra nella sua Lucca dopo decenni di lontananza e, insieme all’amico Stefano Calzolari, torna a percorrere le sponde del Serchio: un tempo fiume dalle acque limpide e dai sogni luminosi, ora presenza che lentamente scompare, come le case, i carri, le botti dipinte di rosso, i cavalli, il paesaggio, la memoria della loro giovinezza e forse anche il modo in cui avevano creduto di conoscere il mondo. |
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Carlo Ginzburg Il formaggio e i vermi
Le carte di questo processo sono diverse da quelle dei romanzi true crime che oggi affollano gli scaffali. Ma sempre di un processo si tratta: un imputato, Domenico Scandella detto Menocchio, mugnaio friulano del Cinquecento, davanti a un tribunale, quello del Sant’Uffizio. Nessun delitto da ricostruire. La colpa, agli occhi degli inquisitori, è l’idea che Menocchio si è fatto del mondo. Sapeva leggere, cosa rara nel suo ambiente sociale, e dalle sue letture sparse, mescolate alla cultura contadina, aveva ricavato una cosmologia personalissima: all’origine dell’universo, la materia si sarebbe formata come il formaggio nel latte e da quella massa sarebbero nati gli angeli, simili ai vermi nel formaggio. Menocchio finirà sul rogo, condannato per eresia, ma Il formaggio e i vermi è uno di quei libri che hanno cambiato il modo di fare storia. O meglio, microstoria, come verrà chiamata quella corrente di ricerca che attraverso la voce di un mugnaio farà emergere un intero mondo di credenze, di controllo ecclesiastico e vivacità intellettuale, rimasto fino ad allora lontano dalle pagine dei manuali. Il suo autore, Carlo Ginzburg, se n’è andato il 17 giugno scorso. È stato uno dei più grandi intellettuali italiani, di quelli capaci di cambiare le domande della propria disciplina e, insieme, di appassionare un pubblico vastissimo. |
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Pilar Martinez La gallinella rossa
C'era una volta una gallinella rossa che viveva in una fattoria con i suoi pulcini e insieme a un cane fannullone, un gatto dormiglione e un'anatra festaiola. Un giorno la gallinella trovò dei chicchi di grano, così pensò di piantarli, ma... Una storia che premia l'iniziativa personale e la perseveranza contro la pigrizia degli altri.
Età consigliata: dai 3 anni |
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Saluti, abbracci, brindisi e... compiti per le vacanze! I gruppi di lettura della biblioteca di Figline e Incisa Valdarno si sono augurati una buona estate e dati appuntamento a settembre, per quella che sarà la quinta "stagione" dell'iniziativa e la seconda con un gruppo pensato per i più giovani.
Ecco le letture scelte per l'estate.
Il gruppo giovani, Libri alle 21 e ¼, ha scelto un classico contemporaneo come Persepolis, della compianta Marjane Satrapi scomparsa di recente, poi un altro fumetto, il bizzarro Eroi di Inio Asano, e il primo capitolo della saga fantasy Gormenghast di Mervyn Peake.
Per il gruppo di lettura storico Libri alle 21 è in programma invece la lettura di I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy.
Appuntamento al mese di settembre!
Se vuoi unirti ai gruppi di lettura o se vuoi maggiori informazioni, scrivici. |
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